{"id":391,"date":"2025-04-06T22:22:42","date_gmt":"2025-04-06T21:22:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ladyoscar.isisromero.it\/?p=391"},"modified":"2025-04-06T22:22:42","modified_gmt":"2025-04-06T21:22:42","slug":"il-romero-contro-la-mafia-il-nostro-viaggio-a-palermo-1-come-nasce-e-come-agisce-la-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ladyoscar.isisromero.it\/?p=391","title":{"rendered":"Il Romero contro la mafia: Il nostro viaggio a Palermo. #1 Come nasce e come agisce la mafia?"},"content":{"rendered":"\n<p>Se pensate che la Mafia sia stata \u201csemplicemente\u201d una fase della storia italiana della seconda met\u00e0 del Novecento e che riguardi solamente alcune delle stragi pi\u00f9 conosciute, vi state sbagliando. La Mafia purtroppo \u00e8 molto di pi\u00f9, ha una storia e uno sviluppo molto pi\u00f9 antico di quanto si possa pensare e ancora oggi rimane uno dei problemi, se non il problema maggiore, del nostro Stato, della nostra economia, della nostra societ\u00e0 e della nostra politica. Lo abbiamo capito noi, studentesse e studenti della 5U dell&#8217;istituto scolastico ISIS Romero, grazie a un emozionante viaggio di istruzione organizzato dall&#8217;Associazione \u201cAddioPizzo Travel\u201d a inizio novembre nella citt\u00e0 di Palermo. \u00c8 per questo motivo che vogliamo condividere alcune delle nozioni che abbiamo appreso e i sentimenti che permangono in noi grazie a questa visita, perch\u00e9 ignorare il fenomeno di criminalit\u00e0 organizzata che colpisce il Meridione e l&#8217;Italia intera, o addirittura pensare che ci\u00f2 sia una cosa passata, \u00e8 la condizione perfetta per i capi criminali mafiosi per agire e continuare a esercitare il loro potere ingiusto e illegale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La mafia ancora prima dell\u2019unificazione italiana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mafia siciliana, conosciuta come &#8220;Cosa Nostra&#8221;, si svilupp\u00f2 nell\u2019Ottocento in un contesto di cambiamenti economici e sociali legati alla fine del feudalesimo e, successivamente, al processo di unificazione italiana. Con l\u2019abolizione dei latifondi, molti territori agricoli vennero assegnati a nuovi proprietari terrieri che, tuttavia, faticarono a mantenere il controllo sui propri beni a causa dell\u2019assenza di istituzioni statali forti e di una diffusa instabilit\u00e0 politica. In questa situazione, piccoli gruppi di uomini, i cosiddetti <em>mafiosi<\/em>, offrirono protezione in cambio di denaro o favori, assumendo gradualmente il controllo delle terre e instaurando un sistema di potere parallelo a quello dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>La mafia inizi\u00f2 a strutturarsi come organizzazione, sviluppando una gerarchia e codici interni di comportamento come l\u2019omert\u00e0, una legge non scritta che impone il silenzio e la lealt\u00e0 all\u2019interno del gruppo. Verso la fine del XIX secolo, la mafia divenne una forza d\u2019influenza politica, riuscendo a infiltrarsi nelle istituzioni locali e a controllare elezioni e cariche amministrative. Nel XX secolo, la mafia estese le proprie attivit\u00e0 criminali, passando da estorsioni e protezione a traffici pi\u00f9 complessi, come il contrabbando di beni e, pi\u00f9 tardi, il traffico di droga, sviluppando legami internazionali, soprattutto con gli Stati Uniti. Negli anni &#8217;70 e &#8217;80, la mafia siciliana cominci\u00f2 a subire una serie di contraccolpi da parte dello Stato, che intensific\u00f2 gli sforzi per combatterla. In risposta Cosa Nostra diede inizio a una fase di violenza estrema, detta &#8220;fase stragista&#8221;. Questo periodo culmin\u00f2 nel decennio tra il 1980 e il 1990, quando la mafia comp\u00ec una serie di omicidi e attentati contro magistrati, politici e forze dell\u2019ordine impegnati nella lotta antimafia. Eventi emblematici della fase stragista furono gli attentati del 1992, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Gli omicidi di queste figure pubbliche scossero profondamente l\u2019opinione pubblica italiana, provocando una reazione civile e politica senza precedenti, che port\u00f2 a una maggiore determinazione nella lotta alla mafia. Gli anni seguenti videro l\u2019arresto di numerosi boss di spicco, lo smantellamento di diverse reti criminali e un cambio di atteggiamento verso la cultura mafiosa. Questa reazione non solo segn\u00f2 una svolta nella lotta contro la mafia, ma rappresent\u00f2 anche un importante cambio culturale che influenz\u00f2 le generazioni successive.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Memorial Museum: storia ed emozioni in un edificio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutte queste informazioni ci sono state fornite durante la visita al <em>No Mafia Memorial<\/em> di Palermo, un centro polivalente che svolge principalmente una funzione museale. Al suo interno si trova una vasta raccolta di fotografie che documentano gli eventi legati alla mafia, accanto a una serie di stanze interattive che approfondiscono i temi principali, come le vittime della mafia. Durante il nostro percorso di visita abbiamo esplorato le varie stanze tematiche e tutto il gruppo classe \u00e8 rimasto stupito dalle forti emozioni che ognuna di esse trasmette in modo mirato ai visitatori. Le prime due camere ci hanno colpito in modo particolare, sia per via dell\u2019allestimento inusuale sia per le tematiche molto toccanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima sala, chiamata \u201cCaos\u201d, consisteva in uno spazio buio e piuttosto angusto, illuminato da diverse televisioni analogiche che trasmettevano a intermittenza vari servizi giornalistici dell\u2019epoca dello stragismo mafioso. Questa stanza, come si intuisce dal nome, voleva far comprendere al visitatore le sensazioni che i siciliani provavano in quegli anni. La seconda era dedicata alle vittime della mafia ed era allestita in un modo altrettanto particolare. Anch&#8217;essa completamente buia, aveva due grandi pareti sulle quali venivano proiettate foto e brevi video di chi ha perso la vita a causa del fenomeno mafioso.<\/p>\n\n\n\n<p>A conclusione della visita di queste stanze la guida ci ha accompagnato alla seconda parte del nostro percorso, ossia alla raccolta fotografica. Dopo una breve delucidazione su ci\u00f2 che avremo visto abbiamo seguito il percorso consigliato in modo autonomo. Questo breve itinerario guidato attraverso le varie parti della mostra ci ha permesso di vedere foto storiche, scattate nei momenti di cui tanto avevamo sentito parlare in precedenza. A semplici immagini di personaggi dell\u2019epoca erano affiancate foto molto truculente, che dipingevano le scene degli attentati e degli omicidi. Questa parte, oltre che molto toccante e non adatta alle persone facilmente impressionabili, avvicina i visitatori ai fatti realmente accaduti: alcune foto, infatti, ci facevano sentire quasi parte di quegli avvenimenti lontani dal nostro immaginario e dalla nostra realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh7-rt.googleusercontent.com\/docsz\/AD_4nXdCh4GQFMcFm_EywbnxeCjF5YvA46LrNWBY7Y7yMSFnLAWilJbPKjwk2sWcW4LvK13CbxtIjdOwG0fwnSqj1qP_MBTxYXMDn2j7jG_bx1mCLxGotBBF2D_rcrijdaOmIEOmsOcCldmkpcI_bSGYSng?key=EU1_QvC_L1OSoXDvtCM2Oq4e\" alt=\"\" style=\"width:368px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Mostra fotografica del Memorial Museum, Palermo<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh7-rt.googleusercontent.com\/docsz\/AD_4nXddHCwQdaiY8C6HrhlrTtOoHhdIeXjsgMfw6jHy_eMcSBnHPGjbAv32Oxn9y0NlM0qU2LDSUEp8GKm2WA03r9eOyVHQNadSaUTDwbqro7IWvjD3UgN8S1Bn2lJg8selMRxEVeQKnLs5stR0s6pX5NE?key=EU1_QvC_L1OSoXDvtCM2Oq4e\" alt=\"Immagine che contiene testo, targa\n\nDescrizione generata automaticamente\" style=\"width:374px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>L\u2019arma della mafia: il pizzo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma come ha fatto e come fa la Mafia a mantenere il suo controllo sulle attivit\u00e0 economiche e sulla societ\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo strumento pi\u00f9 antico che tutt&#8217;oggi viene messo in pratica \u00e8 sicuramente il pizzo, ovvero un\u2019estorsione che consiste nel richiedere una percentuale o una quota a tutti i proprietari di un\u2019attivit\u00e0, in cambio di una presunta \u201cprotezione\u201d, che in realt\u00e0 \u00e8 una protezione dalle minacce della Mafia stessa: spesso, chi si rifiuta di pagarlo, subisce danni alla propria attivit\u00e0 (che possono consistere in cattive recensioni sui social fino ad arrivare a un incendio al proprio negozio), ma riceve anche minacce verso i propri familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>In genere le richieste di versamento del pizzo non avvengono in modo diretto: ci sono alcune frasi, conosciute da tutti i palermitani, che se pronunciate da un cliente hanno un significato ben diverso da quello che ci si possa aspettare. Se, per fare un esempio, un apparente cliente abituale si rivolge al barista dicendo: \u201cRicorda che devi farti l\u2019amico\u201d, il barista spaventato sa per certo che in poco tempo entrer\u00e0 in contatto con il boss della zona per concordare la cifra da pagare. E qualora decidesse, a suo rischio, di far finta di nulla, \u00e8 molto probabile che presto nella serratura della porta del suo bar verr\u00e0 messa simbolicamente della colla, cos\u00ec che il mattino seguente risulti impossibile accedervi e dunque lavorarci.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pizzo, solitamente, \u00e8 una quota \u201caccessibile\u201d da versare, proporzionata al guadagno dell\u2019attivit\u00e0. Al giorno d&#8217;oggi, infatti, la principale fonte economica delle Mafie consiste in realt\u00e0 nel traffico di droga, ma il pizzo assume una funzione pi\u00f9 incline al controllo: coloro che aderiscono a ci\u00f2, anche se la perdita non \u00e8 troppo alta, sono sottomessi, e le organizzazioni criminali sanno che hanno il pieno controllo su quelle attivit\u00e0, cos\u00ec che questa estorsione non abbia solo uno scopo economico, ma soprattutto uno scopo sociale. \u201cQuel negozio mi paga, quindi so di avere il controllo su di esso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio per questa ragione che nel 2004 un gruppo di ragazzi, che diventeranno i fondatori del comitato AddioPizzo, tappezzano la citt\u00e0 di Palermo con adesivi riportanti la scritta \u201cUn popolo che paga il pizzo \u00e8 un popolo senza dignit\u00e0\u201d. Questo atto di coraggio ha risvegliato il popolo palermitano, dando cos\u00ec la speranza, con la nascita del comitato, che sia possibile raggiungere quella libert\u00e0 che numerosi imprenditori sognano ma che hanno paura a esternare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vittoria, Lorenzo e Riccardo<\/em> (5U)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se pensate che la Mafia sia stata \u201csemplicemente\u201d una fase della storia italiana della seconda met\u00e0 del Novecento e che riguardi solamente alcune delle stragi pi\u00f9 conosciute, vi state sbagliando. 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