{"id":316,"date":"2024-12-09T22:09:04","date_gmt":"2024-12-09T21:09:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ladyoscar.isisromero.it\/?p=316"},"modified":"2024-12-09T22:09:04","modified_gmt":"2024-12-09T21:09:04","slug":"falsi-miti-sui-migranti-e-come-sfatarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ladyoscar.isisromero.it\/?p=316","title":{"rendered":"Falsi miti sui migranti e come sfatarli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi le migrazioni sono un tema molto sentito, in Italia e non solo, attorno al quale girano svariate frasi fatte e falsi miti che in questo articolo analizzeremo e proveremo a sfatare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La portata del fenomeno migratorio \u00e8 ingente: consultando i dati dell\u2019Unicef leggiamo che, dal 2015, oltre 2,6 milioni di persone hanno attraversato il mar Mediterraneo scappando da guerre, violenze e povert\u00e0 e sperando in un futuro migliore nei Paesi europei. Di questi pi\u00f9 di 30.100 hanno perso la vita, lasciando in mare, oltre ai corpi, tutte le speranze che li avevano portati ad affrontare quel viaggio tortuoso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall&#8217;inizio del 2024 gli arrivi da Mediterraneo e Balcani sono stati pi\u00f9 di 168.900 di cui circa 40.200 minorenni, numeri molto grandi anche se in calo rispetto al 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle ultime settimane siamo andate a vedere due eventi sulle migrazioni, che ci hanno mostrato la questione dal punto di vista dei migranti stessi. Uno \u00e8 la lettura scenica \u201cQuel mattino a Lampedusa\u201d del 14 novembre a cui hanno partecipato alcuni studenti del Romero in qualit\u00e0 di lettori e tecnici e un pescatore che ha salvato delle vite il 3 ottobre del 2013. L\u2019altro \u00e8 una mostra organizzata dal gruppo scout Alzano-Nembro all\u2019Abbazia di San Paolo D\u2019Argon che riguarda in particolare la rotta balcanica e l\u2019esperienza di volontariato che i ragazzi hanno fatto quest\u2019estate in un centro di accoglienza a Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, se pensiamo al termine \u201cmigrante\u201d, cosa ci viene in mente? Un ragazzo africano su un barcone oppure un cittadino italiano che si trasferisce all&#8217;estero per lavorare? La parola \u201cmigrante\u201d non ha un\u2019etimologia difficile eppure viene usata in modo sbagliato anche da persone istruite. Participio presente del verbo migrare, essa designa qualsiasi individuo che dalla sua sede d\u2019origine si sposti verso una nuova sede. L\u2019accezione negativa che oggi viene data al termine \u00e8 quindi impropria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201c\u00c8 colpa loro se l\u2019Italia \u00e8 sovraffollata\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per smontare questa falsa credenza basta guardare un semplice dato demografico: ci sono 5 milioni 308 mila cittadini stranieri residenti in Italia e 6 milioni 134 cittadini italiani residenti all&#8217;estero. Da gran parte dei media ci vengono forniti esclusivamente dati di immigrazione (l\u2019emigrazione \u00e8 menzionata solo quando si parla di fughe di cervelli o di scarsit\u00e0 di medici in Italia), quando per\u00f2 gli emigrati superano di un milione gli immigrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito di numeri: quante volte abbiamo sentito dire che l\u2019Italia \u00e8 un Paese di vecchi? L\u2019et\u00e0 media degli stranieri residenti in Italia \u00e8 35 anni, mentre quella dei cittadini italiani \u00e8 47, perci\u00f2 l\u2019immigrazione \u00e8 un fenomeno che abbassa la media effettiva di et\u00e0 sul territorio italiano, e questo \u00e8 un fatto positivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cVengono per rubarci il lavoro\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ah s\u00ec? E da quando in qua un italiano vorrebbe fare il badante h24, fare le pulizie o raccogliere pomodori per 10 ore sotto il sole prendendo 2\u20ac a cassa e in condizioni igienico-sanitarie scandalose?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purtroppo in Italia un immigrato proveniente da un Paese non occidentale fatica ad ottenere una posizione lavorativa rilevante anche se \u00e8 istruito e competente, per via di stereotipi e pregiudizi da parte dei datori di lavoro e in generale della nostra societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I migranti non vengono per rubarci il lavoro. Vengono per scappare da condizioni di vita disumane. Vengono per costruirsi un\u2019esistenza migliore. E si accontentano di svolgere mansioni che gli italiani non fanno perch\u00e9 non vogliono \u201csporcarsi le mani\u201d, per di pi\u00f9 sottopagati e spesso senza neanche rendersene conto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cContaminano la nostra cultura\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coloro che hanno un orientamento ideologico conservatore tendono a porsi in difesa della propria cultura di appartenenza, scordandosi per\u00f2 un fatto importante: la tradizione di un Paese, quella italiana pi\u00f9 di altre, deriva proprio da un incontro tra culture diverse. Il concetto di \u201cincontro\u201d dovrebbe essere sostituito a quello opposto di \u201cscontro\u201d. Uno scambio culturale \u00e8 sempre arricchente. Chi sostiene la tesi che gli immigrati \u201cinfettino\u201d la tradizione italiana spesso non \u00e8 neanche in grado di esporre le usanze dei Paesi da cui provengono i migranti. Inoltre oggi tramite i social acquisiamo feste, usi e ricette di altre nazioni (basti pensare al baby shower party o ai crumble cookies statunitensi) e queste non vengono additate come contaminanti, a differenza di ci\u00f2 che proviene dai Paesi africani e arabi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u201cAiutiamoli a casa loro\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse uno degli slogan pi\u00f9 abusati da chi si illude di risolvere la questione migratoria rimandando le persone giunte in Italia nel loro Paese d\u2019origine, ci fa riflettere su quanto la retorica abbia potere. Quando, effettivamente, chi pronuncia queste parole, fa poi qualcosa di concreto per migliorare le condizioni di vita dei Paesi da cui provengono i migranti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel parlare di fenomeni migratori dovremmo impegnarci tutti a non utilizzare la contrapposizione \u201cnoi\u201d (parola pronunciata con fierezza) e \u201cvoi\u201d (accompagnata da un tono di voce schifato e di superiorit\u00e0), la quale non fa altro che erigere un muro. Per abbattere questo muro ed aprirsi all\u2019accoglienza \u00e8 necessario che ognuno si prenda la responsabilit\u00e0 di restare informato e di cercare sempre i dati ed i fatti reali, cos\u00ec da non restare intrappolati nelle parole che vengono usate come scuse per rimandare \u201ca casa\u201d chi \u00e8 scappato dal suo Paese proprio perch\u00e9 sperava di sentirsi pi\u00f9 a casa in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Chiara F. e Gaia F.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi le migrazioni sono un tema molto sentito, in Italia e non solo, attorno al quale girano svariate frasi fatte e falsi miti che in questo articolo analizzeremo e proveremo a sfatare. 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